Rezzato: da un normale controllo i vigili scoprono una cava estrattiva abusiva

Gli agenti della Polizia locale di Rezzato hanno scoperto una cava abusiva nel territorio comunale. Nel corso di un normale controllo stradale, una pattuglia ha accertato che un autocarro stava trasportando sabbia in sovraccarico rispetto a quanto il veicolo poteva trasportare. Poiché l’eccedenza superava il 10 per cento, rispetto al carico permesso, la prosecuzione del viaggio era condizionata dalla immediata riduzione di quanto trasportato in esubero, sino a rientrare nei limiti stabiliti dalla normativa. Perciò gli agenti hanno invitato il conducente a scaricare la parte eccedente. La reticenza del conducente a riportare quanto in esubero dove l’aveva caricato ha però insospettito gli agenti della Polizia locale; tra l’altro la scheda di trasporto che permette di verificare sia la provenienza che la destinazione del carico non risultava compilata. La pattuglia ha così seguito il mezzo per vedere dove avrebbe scaricato la sabbia in esubero. Gli agenti si sono così trovati di fronte ad una cava, a sud della via Papa Paolo VI, della cui esistenza non erano a conoscenza. «Gli ulteriori accertamenti compiuti in collaborazione con l’Ufficio tecnico del Comune, settore Ecologia e cave – spiegano all’ufficio di Polizia locale – hanno fatto emergere una situazione di totale abusivismo in quanto la cava è priva di qualsiasi titolo autorizzativo. La cava, di proprietà di una importante ditta bresciana, ricade nell’ambito territoriale estrattivo, ambito oggetto di un dettagliato rilievo topografico effettuato dall’Ufficio tecnico del Comune di Rezzato verso la scorsa fine di aprile. Nonostante tale cava sia stata aperta solo nelle ultime settimane, risultano, approssimativamente, alcune migliaia i metri cubi di sabbia già abusivamente estratti. Nei prossimi giorni – spiega la Polizia localie – è stato programmato un rilievo per quantificare esattamente quanti metri cubi sono stati prelevati anche perchè – concludono al comando di Rezzato – nel caso di coltivazione di sostanze minerali di cava effettuata senza autorizzazione o concessione, come nel nostro caso, la sanzione amministrativa da comminarsi è da trenta a sessanta volte la somma che deve essere annualmente versata al Comune per ogni metro cubo di materiale estratto, come previsto dalla legge regionale 8.8.98 n. 14 che disciplina le cave»

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