INQUINAMENTO INDUSTRIALE : BRESCIA IN PRIMO PIANO

PCB TOUR

 

BRESCIA LA TERRA DEI FUOCHI DEL NORD  di Antonio Musella

La città di Brescia è uno dei territori più inquinati d’Italia. L’intera città ne porta i segni: parchi pubblici chiusi, aiuole delle scuole interdette ai bambini ed una qualità dell’acqua con preoccupanti livelli di cromo. E’ l’effetto dell’attività industriale della Caffaro, l’azienda bresciana che ha prodotto DDT, cloroformio ed i Pcb (policloribifenili). L’industria chimica dagli anni trenta a metà degli anni ottanta ha riversato sulla città 150 miliardi di microgrammi di Pcb inquinando le acque d’irrigazione. I dati sulla salute sono terribili: un terzo delle persone che muoiono a Brescia sono ammalate di tumore.
E’ la terra dei fuochi del Nord dove appena si scava il terreno emergono veleni pericolosissimi. E’ successo durante i lavori per la costruzione della Tav tra Milano e Venezia, in diversi cantieri dal sottosuolo sono emerse scorie di fonderia.
Le bonifiche vanno avanti a rilento anche perchè un vera e propria bonifica è impossibile: bisognerebbe rimuovere montagne di terreni inquinati che non si saprebbe dove stoccare. Al di là dei costi ovviamente.

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Brescia, la provincia radioattiva. Rifiuti nucleari in quattro depositi della provincia  di Antonio Musella

Le acciaierie della Lombardia producono una enorme mole di rifiuti speciali. Nel forni degli stabilimenti della provincia di Brescia alla fine degli anni novanta arrivarono rottami provenienti dai paese dell’ex blocco sovietico. Metalli che erano stati a contatto con sostanze radioattive. Da queste fusioni sono state prodotte in diversi stabilimento scorie radioattive contaminate con Cobalto e Cesio 137 sostanza altamente pericolose. In Italia non esiste un deposito nazionale di scorie nucleari, per questo questi rifiuti sono rimasti stoccati nelle fabbriche dove sono stati prodotti. La provincia di Brescia ospita dunque quattro discariche di rifiuti nucleari. Oltre alle acciaierie i rifiuti nucleari sono finiti anche nella ex cava Piccinelli nella zona sud della città.

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Altro servizio andato in onda nella rubrica del TG3 Fuori TG curato da Giorgio Galleano ( dal minuto otto ) .

Perché si interviene sempre in ritardo su aziende inquinanti che danneggiano la salute pubblica? L’accusa della procura è pesante: 400 morti per colpa del carbone della centrale di Vado Ligure. E poi ci sono le situazioni legate alla Caffaro di Brescia, all’ex Pertusola di Crotone. Ma sono decine e decine le situazioni di inquinamento industriale più o meno vicine alle grandi città, con tante conseguenze sulla salute di chi vive nei paraggi. Questo il tema della puntata di lunedì 10 marzo di “Fuori tg” in onda alle 12.25.

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