La Valli Spa cita in giudizio il Comitato Campagnoli per 15.000.000 di euro.

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La Valli Spa ha citato in giudizio il Comitato Campagnoli per 15.000.000 di euro. Il fatto ci rammarica e ci stupisce. Ci rammarica perché la nostra volontà è semplicemente preservare e tutelare il territorio, non certo impedire la libera impresa e l’iniziativa privata. Ci stupisce perché quanto da noi affermato trova riscontro nelle firme di oltre 9.000 persone e nelle delibere di ben sei amministrazioni comunali di diverso colore politico (Lonato, Calcinato, Desenzano, Padenghe, Bedizzole e Castiglione) compatte nel ribadire che simili impianti NON devono essere realizzati.
Non è stato facile, per un movimento basato unicamente sul volontariato, organizzarsi per tutelare la terra su cui si vive e dare ad essa ancora un futuro. Solo la passione, la determinazione, la competenza di tante persone, messe al servizio gratuitamente a favore della propria comunità, ha consentito di muovere i primi passi in tale direzione.
Oggi il comitato viene citato in giudizio con l’accusa di aver diffuso informazioni false, mendaci e prive di scientificità. Gli vengono conferiti occulti poteri di mentalismo, grazie ai quali avrebbe convinto 9.000 persone a firmare la petizione di contrarietà ed indotto 6 amministrazioni a deliberare contro il progetto della ditta Valli Spa e “la cui portata, peraltro, potrebbe persino diventare esiziale, qualora la pressione sin qui esercitata sugli enti locali dovesse debordare in ambito provinciale, così giungendo a orientare il parere dell’unico ente preposto a decidere in merito alle richieste esplicitate dalla detta società”.
L’azienda, già prossima ad introdurre nella zona oltre 600.000 ton/annue di rifiuti, parla del suo ultimo progetto, un mega impianto biogas, in termini di “energia pulita”, di “abbattimento totale delle emissioni”, di “tecnologie d’avanguardia”, di “20 20 20”. Eppure il Comitato non è l’unico ad essere dubbioso di tali affermazioni. L’ARPA, oltre a ritenere la documentazione consegnata dall’azienda alla Provincia “carente e tale da non consentire l’espressione del parere di competenza”, non ne condivide “l’approccio adottato di rimandare alla vigente autorizzazione ed al relativo studio d’impatto ambientale del 2007 e pertanto riferito a dati ambientali non aggiornati e ad una situazione territoriale presumibilmente diversa dall’attuale”. L’ASL si preoccupa della “vulnerabilità della falda indicata nello studio idrogeologico”, falda che ricordiamo essere a soli 5 metri dal piano di campagna. Lo stesso ufficio VIA precisa che “la documentazione non soddisfa la richiesta d’integrazioni” pretese dagli Enti. Si tratta di pareri, è bene sottolinearlo, tecnici espressi da Autorità competenti. Non a caso la Provincia si è espressa con un preavviso di rigetto nei confronti del progetto.
Oltre a non aver consegnato una documentazione sufficiente nei tempi previsti ed aver insistito per partecipare alla conferenza dei servizi destinata ai soli enti pubblici (a cui né l’azienda né il comitato erano stati invitati), la Valli ha ora chiesto e ottenuto ulteriori sei mesi per integrare il suo “minuziosamente elaborato progetto imprenditoriale” (cit.azienda).
Questi sono i fatti, lasciamo a Voi che leggete le dovute conclusioni.

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