SCORIE AL CROMO: UN MARE DI VELENI SOTTO L’AUTOSTRADA A4 (BRESCIA-MILANO)

A4-veleni_c89fa04c505c154f2f7e63260125b5deL’ALLARME ARPA: DA NON ESCLUDERE VELENI SOTTO ALTRI PUNTI DELLA TERZA CORSIA, DA BRESCIA FINO A MILANO

In uno dei territori più inquinati d’Italia mancava solo un’autostrada dei veleni. L’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente nei giorni scorsi ha scoperto che la terza corsia della A4 (realizzata negli anni Ottanta), almeno in un punto, è nata sopra una montagna di scorie industriali altamente tossiche. Il velenoso regalo di Natale è arrivato ad ottobre, durante la realizzazione di un sottopasso per la linea ad alta velocità in territorio di Castegnato (Bs).

L’IPOTESI DI ALTRE SCORIE FINO A MILANO – I tecnici dell’Arpa hanno trovato concentrazioni di cancerogeno cromo esavalente che superano di 1400 volte i limiti di legge (per la falda è di 5 microgrammi al litro). La scoperta apre ad interrogativi ancora più inquietanti: sotto l’asfalto della Serenissima, da Brescia fino a Milano, si nascondono altri veleni? «Domanda più che lecita» commenta la direttrice dell’Arpa Brescia, Maria Luisa Pastore: «È possibile ma per dirlo si dovrebbero effettuare nuovi carotaggi sotto altri punti dell’infrastruttura mentre ci sono analisi solo su Castegnato». Analisi che a breve potrebbero essere imposte dalla Procura di Brescia, che ha ricevuto una doppia denuncia da parte del Comune di Castegnato e dalla stessa Arpa. Se oggi è possibile utilizzare scorie industriali opportunamente trattate come sottofondo stradale, il timore di tecnici e amministratori è che nel passato, proprio per risparmiare alla voce «smaltimento rifiuti», delle aziende del territorio abbiano deciso di sbarazzarsi dei propri veleni nascondendoli sotto l’asfalto delle infrastrutture stradali.

GLI ALTRI CASI: DA BREBEMI ALLA A 31- Anche recentemente non sono mancate scoperte simili: veleni industriali nascosti sotto il «tappeto» d’asfalto del Nord Italia. Basti pensare a quanto scoperto sotto i 18 chilometri dell’autostrada Valdastico (A31 )a luglio dalla direzione distrettuale antimafia di Venezia: 155mila metri cubi di scorie di acciaieria non inertizzate. Tra gli indagati anche cinque bresciani, tra cui Ettore Lonati (presidente della Alfa Acciai) e Pierluca Locatelli con consorte, l’imprenditore bergamasco accusato di avere avvelenato il sottomanto della direttissima Brescia-Bergamo-Milano e accusato pure di aver versato una tangente a Franco Nicoli Cristiani, ex vicepresidente della Regione Lombardia. L’ipotesi di reato per cui procede la procura è di falso ideologico e traffico illegale di rifiuti in forma organizzata.

ALTRE SCORIE SOTTO LA LINEA TAV – Ritornando al caso di Castegnato , il timore di Arpa è che i veleni possano già aver raggiunto la prima falda. Per questo hanno chiesto a Cepav Due di installare piezometri a monte e a valle della velenosa scoperta e di procedere con la bonifica. Cepav Due ha già in corso una bonifica 500 metri più a ovest, verso Ospitaletto: anche lì nel tracciare il futuro percorso dei binari sono emerse centinaia di tonnellate di scorie di acciaieria. Una scoperta non «rara» purtroppo in un territorio, quello a ridosso della Franciacorta, dove (dati di Legambiente) ci sono 25 discariche (tra abusive e regolari) in un raggio didieci chilometri con almeno 20 milioni di metri cubi di rifiuti interrati.

LEGAMBIENTE CHIEDE CONTROLLI – Silvio Parzanini, presidente Legambiente Franciacorta, chiede all’Arpa «controlli immediati fino a Milano. Qui ne va della salute pubblica ». E chiede alla procura di accertare in tempi stretti le responsabilità di questo disastro: «Non credo sia impossibile risalire alle procedure di appalto e sub appalto per capire chi, 20 anni fa, ha realizzato questo disastro ambientale».

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