San Polo, discarica amianto in Via Brocchi: «Tutto fuori norma»

La discarica di amianto di Via Brocchi, una polemica che non si spegne e che perdura in quartiere San Polo e non solo, la città di Brescia pare mobilitata mentre i lavori sono già cominciati, e i primi camion sono già arrivati. “Il sindaco aveva fatto delle promesse – ci spiega Angela Paparazzo, presidente CODISA – ma oltre a tante parole di fatto non si è ancora mosso, mentre qui l’amianto già arriva grazie all’ultima delibera ARPA sull’innalzamento del fondo. Ma sappiamo che il conferimento dell’amianto avviene in maniera erronea, sopra ogni bancale di amianto non c’è la giusta quantità di terra, a quanto pare non si ha intenzione di rispettare le normative. E poi si tratta di una discarica sperimentale, e non capiamo perché tutto quello che è sperimentale lo devono portare a Brescia, città tra le più inquinate d’Europa, tra le più industrializzate d’Italia, in cui veniamo letteralmente sommersi dai rifiuti di tutti, senza alcuna tutela del nostro diritto alla salute, sancito dalla Costituzione”.

Per raggiungere la discarica bisogna fare qualche passo a piedi, la strada è chiusa, in fondo si trova un traballante ponteggio. “Una cosa vergognosa – aggiunge Alessandra Cristini del Comitato Spontaneo contro le Nocività – un altro pezzo di terreno dove non potranno crescere più alberi, dove i bambini non potranno più giocare, dove sarà pericoloso muoversi e dove nessuno saprà mai cosa c’è sotto. Siamo allo sbando, se andiamo avanti così di questo passo tutti i buchi che abbiamo qua intorno diventeranno altrettante discariche”. E quel ponteggio che traballa dovrebbe essere un punto d’osservazione, lo spazio da cui “tutti i cittadini possano osservare lo svolgimento delle operazioni”, e invece è poggiato su due sassi, “la visibilità è scarsa, è difficile controllare”.

Anche il ponteggio dovrebbe essere fuori norma, suggeriscono i presenti, e l’intero sito “sarebbe già dovuto essere sotto sequestro preventivo”. Ma “la situazione è desolante”, sottolinea l’avvocato Pietro Garbarino, “la Regione continua a non rispondere alle nostre istanze di revisione, ha già cambiato parere più di una volta sul fondale minimo di questa discarica, non ha le idee chiare sulla distanza dalla falda, continua a drammatizzare il problema amianto ma allo stesso tempo non fa nulla per realizzare impianti e dotazioni per il suo smaltimento”. In corso d’opera altre due istanze per una revisione istruttoria, anche sul problema dell’intitolazione della discarica Profacta, da impianto per rifiuti non pericolosi a impianto per monorifiuto di amianto, “modificata solo all’ultimo momento, modificata dopo anni e solo quando si è arrivati all’autorizzazione finale”.

San Polo, discarica amianto in Via Brocchi: «Tutto fuori norma»
„Legambiente ha presentato una nuova istanza, pochi giorni fa, anche alla Procura della Repubblica, un’istanza che prevede l’atto del sequestro perché “le modalità dello smaltimento non sono quelle previste dall’autorizzazione finale”. Da non sottovalutare, conclude Garbarino, “il rischio concreto che dopo i primi due anni, e le prime 80mila tonnellate, qua si continui a stoccare amianto, e chissà per quanto tempo”.“

Fonte: http://www.bresciatoday.it/cronaca/amianto-via-brocchi-faustini-profacta.html

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2 comments

  1. Nelle news precedenti abbiamo illustrato ai nostri lettori che alcune prescrizioni contenute nell’autorizzazione alla Profacta non ci sembrano rispettate fino in fondo: ad esempio non abbiamo modo di vedere alcun dispositivo di misurazione delle polveri nell’aria, e non possiamo dire che da parte dell’impresa sia stata realizzata una torretta di osservazione degna di tale nome. Quello che trovate infatti, è un ammasso traballante ed insicuro che definire torretta è una esagerazione. Vi si può accedere solo tramite particolari contorsionismi ed una buona dose di fortuna visto che, uno dei quattro lati poggia addirittura su UNA PIETRA rotonda per mantenersi in equilibrio.
    Ci sarebbe anche molto da ridire sulla sua altezza che, a dire dei comitati, dovrebbe consentire ai cittadini di osservare l’intero processo di conferimento, dall’ingresso dei camion al loro arrivo in discarica: ebbene questo non può avvenire essendo la stessa troppo bassa talmente bassa da non garantire nemmeno la visione integra della discarica.
    La rabbia ed il malcontento cresce ancora di più quando tutti si chiedono CHI abbia il dovere di controllare che i paramentri di realizzazione di un’opera così pericolosa vengano rispettati.
    Noi siamo stati più di una volta in discarica ma no abbiamo trovato MAI nessuno a controllare perchè crediamo che, altrimenti, almeno la torretta si sarebbero accorti essere insicura e praticamente inusabile. Non potendo osservare inoltre le operazioni precedenti alla messa a dimora dell’amianto, che controlla che le ruote dei mezzi, ad esempio, siano ben lavate alla loro uscita onde evitare contaminazione dell’ambiente?
    I comitati si sono anche chiesti con forza dove sono gli alberi ad alto fusto richiesti nella autorizzazione anche essi NECESSARI per motivi ambientali?
    Come mai nessuno ha verificato la sussistenza dei requisiti per la messa in funzione della discarica? Tuona forte la Presidente del CodiSa quando dice che non è possibile che amministratori eletti con i voti dei cittadini per tutelare i propri interessi se ne lavi le mani dicendo che non possono fare nulla!
    Alessandra Cristini del Comitato Spontaneo ci dice che adesso sarà avviato un presidio davanti all’ingresso della Fustini (la Profacta è una società del gruppo Faustini) suil lato di via Serenissima, per far notare la proptesta ed il disagio, ma anche per fornire informazioni e raccogliere dati.
    Bene, siamo contenti anche noi, perchè è ora che un pò tutti si rendano conto che i cittadini della zona Est sono stufi di essere utilizzati solo per installazione di attività inquinanti oppure per raccogliere i voti necessari ad ottenere il potere ai nostri amministratori salvo poi, come nel caso di via Brocchi, non essere in grado nemmeno di restituire al transito una stada pubblica.
    Già, perchè fra le altre cose succede anche che via Brocchi, una stada PUBBLICA chiusa temporanenamente al traffico per agevolare i lavori di realizzazione della discarica, sia ancora oggi chiusa al traffico risultando, ad occhio, praticamente privatizzata dalla Profacta che la usa come collegamento interno fra la propria sede e la discarica! Ma in quale autorizzazione risulta che questa strada debba essere riservata ad uso esclusivo della discarica?
    Insomma malumori, dubbi e tante proteste espresse dai presenti e l’annuncio dell’Avv. Garbarino, che segue la vicenda fin dall’inizio, di avere presentato in procura una richiesta di sequestro del cantiere per i tanti, forse troppi, dubbi che aleggiano sulla sua entrata in funzione.
    Non sono mancate nemmeno le tensioni e gli interventi dei presenti, fra i quali l’Ing. Vincenzo Bertelli, autore di un intervento, particolarmente incisivo, nei confronti di amministratori e impresa. Ne è nata una conversazione piacevole ed a tratti vivace su argomenti senza ombra di dubbio di notevole importanza che, volendo, potrebbero dare nuovi spunti ed energia a questo forte movimento di opposizione alla discarica.

    Gli interventi della Presidente del CodiSa, di Alessandra Cristini del Comitato Spontaneo, Dell’Avv. Garbarino e dell’ing. Bertelli sono visionabili nella sintesi filmata disponibile sul nostro canale video si YouTube.

    http://www.sanpolinolive.it/?p=3447

  2. ricordo a tutti i cittadini ai quali sta a cuore la propria salute e quella dei propri figli che, per raccogliere idee e suggerimenti al fine di fermare il delittuoso conferimento di amianto nella discarica di Via Brocchi si svolgeranno due assemblee :

    1) MARTEDI 9/10 ORE 20,45 presso sede RETE ANTINOCIVITA BRESCIANA, Via Saleri 19 – S.eufemia Brescia, ASSEMBLEA APERTA del COMITATO SPONTANEO CONTRO LE NOCIVITA’

    2) MARTEDI 16/10 ORE 20,45 presso sala CIRCOSCRIZIONE EST di Via Rizzo a sanpolino, ASSEMBLEA PUBBLICA

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